Per condurre un carrello elevatore (il cosiddetto muletto) serve un’abilitazione specifica: si ottiene frequentando un corso teorico-pratico previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, con superamento delle prove finali. Il “patentino” ha validità di cinque anni e va poi rinnovato con un corso di aggiornamento. Non è un titolo facoltativo: è un obbligo di legge per chiunque utilizzi questa attrezzatura in ambito lavorativo.
Cos’è il patentino del muletto e perché è obbligatorio
Il carrello elevatore rientra tra le attrezzature che richiedono una “specifica abilitazione degli operatori” ai sensi dell’art. 73, comma 5, del D.Lgs. 81/2008. In pratica, il datore di lavoro non può affidare la conduzione di un muletto a un lavoratore che non abbia ricevuto una formazione adeguata e documentata. L’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 individua proprio le attrezzature interessate e stabilisce i contenuti minimi, la durata e le modalità dei percorsi formativi.
Quando si parla di “patentino” si intende, tecnicamente, l’attestato di abilitazione rilasciato al termine del corso. Non va confuso con la patente di guida su strada: si tratta di un documento che certifica la capacità di condurre in sicurezza un carrello industriale semovente all’interno dei luoghi di lavoro. L’abilitazione è nominativa e resta valida indipendentemente dall’azienda presso cui si lavora, purché sia mantenuta aggiornata.
Va ricordato che l’abilitazione non sostituisce gli altri obblighi formativi previsti dal Testo Unico. Il carrellista deve comunque aver ricevuto la formazione generale e specifica sulla sicurezza (art. 37 D.Lgs. 81/2008) e, dove necessario, essere sottoposto alla sorveglianza sanitaria del medico competente.
Chi deve conseguire l’abilitazione
L’obbligo riguarda tutti i lavoratori che utilizzano carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo, a prescindere dal settore: logistica, magazzino, industria, agricoltura, edilizia, grande distribuzione. L’Accordo del 2012 distingue diverse tipologie di carrello, e la formazione pratica varia in funzione dell’attrezzatura che si intende utilizzare:
- Carrelli industriali semoventi, i classici muletti a forche per la movimentazione dei carichi;
- Carrelli semoventi a braccio telescopico (i cosiddetti “telescopici” o telehandler);
- Carrelli/sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi.
Chi deve operare con più tipologie deve integrare la parte pratica corrispondente. È bene chiarire questo aspetto prima dell’iscrizione, così da scegliere il percorso adeguato al parco mezzi effettivamente in uso.
Come si ottiene il patentino: la struttura del corso
Il corso di abilitazione è articolato in tre moduli, secondo quanto stabilito dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012. La logica è quella di costruire prima le conoscenze normative e tecniche, e solo dopo passare alla guida.
Modulo giuridico-normativo
Ha una durata di 1 ora e affronta i principali riferimenti normativi in materia di igiene e sicurezza del lavoro, con particolare attenzione alle disposizioni relative all’uso delle attrezzature e alle responsabilità dell’operatore.
Modulo tecnico
Dura 7 ore ed è il cuore della parte teorica. Si trattano le diverse tipologie di carrelli, i loro componenti principali, i sistemi di ricarica delle batterie, i dispositivi di comando e di sicurezza, le condizioni di stabilità, le nozioni elementari di fisica utili a valutare la portata effettiva del carrello, i controlli e le manutenzioni da eseguire, oltre ai principali rischi connessi all’impiego del mezzo.
Modulo pratico
È la parte che cambia in base alla tipologia di carrello e comprende l’illustrazione dei componenti e dei dispositivi di comando, le manutenzioni e le verifiche giornaliere, le manovre di guida e di movimentazione su percorso di prova. Per i carrelli industriali semoventi il modulo pratico dura 4 ore; per i telescopici e per i telescopici rotativi le ore pratiche aumentano, così come il monte ore complessivo.
Ne consegue che il percorso completo per un muletto industriale richiede complessivamente almeno 12 ore (8 di teoria e 4 di pratica). Per chi deve condurre più tipologie di carrello, la parte pratica va sommata secondo quanto previsto dall’Accordo. La frequenza è obbligatoria: la normativa richiede la presenza ad almeno il 90% del monte ore, sia per la teoria sia per la pratica.
Le prove finali e il rilascio dell’attestato
Al termine del percorso sono previste due verifiche. La prima, di tipo teorico, consiste in un test finale sui contenuti dei moduli giuridico-normativo e tecnico; il mancato superamento comporta la ripetizione della prova. La seconda è una prova pratica di verifica delle capacità di guida e di movimentazione. Solo il superamento di entrambe consente il rilascio dell’attestato di abilitazione.
L’attestato riporta i dati del lavoratore, la tipologia di carrello per cui è abilitato e la data di rilascio. Da quel momento decorre la validità dell’abilitazione. Ricordiamo che una parte della formazione teorica può svolgersi anche in modalità e-learning, quando ne ricorrono le condizioni previste dalla normativa, mentre il modulo pratico deve sempre essere svolto in presenza con il carrello.
Quando si rinnova: l’aggiornamento quinquennale
L’abilitazione ha una validità di cinque anni. Per mantenerla valida è necessario, entro la scadenza, frequentare un corso di aggiornamento della durata di almeno 4 ore, di cui una parte significativa dedicata ai contenuti pratici. L’aggiornamento serve a rinfrescare le conoscenze, ad allineare l’operatore alle eventuali novità normative e tecniche e a verificare che le buone prassi di conduzione siano ancora acquisite.
Il rinnovo va programmato con anticipo: se l’aggiornamento non viene completato prima della scadenza, l’abilitazione perde efficacia e il lavoratore non dovrebbe più condurre il carrello finché la situazione non è regolarizzata. È una responsabilità che ricade sia sul lavoratore sia sul datore di lavoro, tenuto a garantire che chi utilizza le attrezzature sia in possesso di un’abilitazione valida. Per questo conviene tenere sotto controllo le scadenze del proprio personale e pianificare gli aggiornamenti con largo margine.
Requisiti e documenti utili
Per accedere al corso è generalmente richiesta la maggiore età e una buona comprensione della lingua italiana, indispensabile per seguire la teoria e superare le prove. Sul piano aziendale è opportuno che il lavoratore disponga dell’idoneità alla mansione rilasciata dal medico competente, quando prevista dalla valutazione dei rischi. La documentazione dell’avvenuta formazione va conservata e resa disponibile in caso di verifica da parte degli organi di vigilanza.
Domande frequenti
Quanto dura il patentino del muletto?
L’abilitazione ha una validità di cinque anni dalla data di rilascio. Alla scadenza va rinnovata frequentando un corso di aggiornamento; in caso contrario non è più possibile condurre il carrello.
Quante ore dura il corso per il carrello elevatore?
Per un carrello industriale semovente il corso completo dura almeno 12 ore, suddivise in 8 ore di teoria (1 ora di modulo giuridico-normativo e 7 di modulo tecnico) e 4 ore di modulo pratico. Per i carrelli telescopici e telescopici rotativi le ore pratiche e il monte ore complessivo aumentano.
Il patentino del muletto vale in tutta Italia?
Sì. L’abilitazione è rilasciata sulla base dell’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, che ha valenza nazionale, ed è nominativa: resta valida anche cambiando azienda, purché venga mantenuta aggiornata.
Cosa succede se il patentino è scaduto?
Se l’aggiornamento non viene effettuato entro i cinque anni, l’abilitazione perde efficacia. Il lavoratore non dovrebbe più utilizzare il carrello fino a quando non completa il corso di aggiornamento e regolarizza la propria posizione.
La formazione si può fare online?
Una parte della formazione teorica può essere erogata in e-learning, nei casi e con le modalità previste dalla normativa vigente. Il modulo pratico, invece, deve sempre svolgersi in presenza con il carrello.
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